Concerto di Ramin Baharami a Passo Lago Scuro

Ramin Baharami, 36 anni, celebre pianista iraniano si è esibito in concerto con il suo strumento a 3000 metri d’altezza presso il Passo Lago Scuro, Pontedilegno (BS). Titolo dell’opera: “Il ghiacciaio di nessuno”. Per l’occasione è stato l’inaugurato dell’ecomuseo con reperti della grande guerra e lo spettacolare Sentiero dei Fiori illuminato da 1000 fiaccole. Il programma della manifestazione ha previsto alle 10.30 l’inaugurazione di una chiesetta e di un ecomuseo ove sono raccolti reperti di materiale bellico ritrovati nell’area e pannelli illustrativi multimediali. Quindi letture dal romanzo “Il ghiacciaio di nessuno” di Marco Preti, accompagnate dal coro alpino Erica di Paitone e, a seguire, il concerto del pianista Ramin Baharami. Un pianoforte a coda, trasportato dall’elicottero, è atterrato su una piattaforma tra le rocce ed il giovane maestro ha diffuso le note della sua musica in un panorama di immensa suggestione, dove lo sguardo spazia sulle cime dell’Adamello e dell’Ortles-Cevedale e, in giornate particolarmente limpide, può arrivare alle Dolomiti, da una parte, e al Gruppo Monte Rosa e Cervino, dall’altra. Al Passo Lago Scuro si arriva attraverso il Sentiero dei Fiori, uno degli itinerari alpinistici più spettacolari dell’Alta Val Camonica, con partenza da Passo Castellaccio, che è raggiungibile attraverso la Cabinovia Passo Tonale – Passo Paradiso. Da qui inizia il tratto attrezzato (indispensabile il kit da ferrata) fino a Cima Lagoscuro (3.165 m, 3h) e quindi a Passo Lagoscuro (3h 40’). Questo sentiero, con opportuni cenni storici piazzati lungo il cammino, ripercorre gli arditi camminamenti, gallerie e trincee della prima linea italiana durante la Grande Guerra. Il programma si è aperto con la Suite inglese n. 1 in La maggiore Bwv 806, divisa nei tempi Preludio, Allemanda, Corrente I e II (con due Doubles), Sarabanda, Bourrée I e II, Giga.
Seguono tre brani di Domenico Scarlatti, Aria in Re minore K. 32, Sonata in Sol maggiore K. 289, Sonata in Re maggiore K. 278. Conclusione ancora bachiana, con la Partita n. 2 in Do minore Bwv 826, nei tempi Sinfonia, Allemanda, Corrente, Sarabanda, Rondò, Capriccio. Nato a Teheran, dopo la rivoluzione politica del suo paese, Ramin Bahrami trova rifugio in Italia e si diploma con Piero Rattalino al Conservatorio «Verdi» di Milano. Si perfeziona in seguito con Alexis Weissenberg, Charles Rosen, András Schiff e Rosalyn Tureck