Il Sentiero dei Fiori

Dal sublime asilo di una cima montuosa ci si rammenta a malapena del via vai e della calca di uomini là sotto: a noi quassù non arriva alcun suono, vediamo solamente il teatro delle loro azioni e sorridiamo filosoficamente, estraniati per qualche attimo dalla profana trivialità, sul microcosmo della loro esistenza” (J. Payer – 1865)

Le parole di Payer, scritte all’indomani della prima ascensione alla vetta dell’Adamello, ben si adattano a descrivere le sensazioni che procura l’ambiente severo e selvaggio attraversato dal Sentiero dei Fiori. Tutto il percorso che va dal Passo di Castellaccio alla Cima di Lago Scuro, all’omonimo Passo e poi oltre, fino a cima Payer, è esposto perpendicolarmente, da un lato verso Ponte di Legno, dall’altro sul ghiacciaio di Presena, teatro, per tre anni, del confronto bellico tra Italiani ed Austriaci. Lo sguardo spazia a 360° ed il silenzio che domina incontrastato permette, come diceva Payer, di estraniarci per qualche attimo dalla trivialità quotidiana.

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